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Un collega ci scrive.....

Cari colleghi,
vorrei avere informazioni circa la rimodulazione dell'articolato riguardante
l'incentivo di cui al codice dei contratti. In particolare il caso riguarda
la liquidazione dell'incentivo pregresso. La  nostra ragioneria ha bloccato
la liquidazione degli incentivi sostenendo che tutti quelli i cui progetti
sono approvati prima dell'entrata in vigore della  nuova Legge devono
anch'essi sottostare alle nuove regole per cui non procede  alla
liquidazione degli incentivi pregressi. Che ne pensate? Cosa succede nelle
Vs realtà ? Un abbraccio a tutti Luigi .......


Il nostro esperto ..risponde

Il principio della non retroattività di una legge non penale, anche se non esplicitamente contenuto nella Costituzione come nel campo penale, trova il suo fondamento giuridico nell'art. 11 delle “preleggi”

DISPOSIZIONI SULLA LEGGE IN GENERALE o disposizioni preliminari al codice civile (preleggi)

Art. 11 Efficacia della legge nel tempo


La legge non dispone che per l'avvenire: essa non ha effetto retroattivo (articolo 25 Costit., articolo 2 codice penale).
I contratti collettivi di lavoro possono stabilire per la loro efficacia una data anteriore alla pubblicazione, purché non preceda quella della stipulazione.
Questo equivale a dire che le nuove leggi entrano in vigore con efficacia “ex nunc” (cioè da quando vengono promulgate) e non “nunc ex tunc” come avviene per esempio nel caso di un Decreto Legge non convertito. Tutti gli eventi e i fatti rientranti nella fattispecie regolata dalla nuova norma, ma verificatisi prima della sua entrata in vigore, non possono regolati dalla norma stessa. Il che costituisce il principio del “tempus regit acta” ben noto anche in campo amministrativo.

L'elemento fondamentale quindi non è quando sia stato o meno approvato un progetto o collaudata un'opera, bensì quando è stato dato l'incarico al/ai soggetto/i, di eseguire quella prestazione, tanto che, anche se un progetto non venisse approvato, e non per carenze intrinseche nello stesso, ma per volontà dell'amministrazione, l'incentivo andrebbe comunque erogato perché la prestazione è stata resa. Così avviene anche per gli incarichi professionali esterni.
Detto ciò in via di principio, capisco che in molti casi, degli Uffici abbiano dei dubbi in merito, tanto che alcuni (rari per fortuna) hanno ritenuto di interpellare in merito la Corte dei Conti che, guarda caso, non mi risulta si sia ancora pronunciata. Non credo che qualche collega abbia la voglia suicida di mettere in mora la Corte, ma così si dovrebbe fare.

Tutto ciò accade perché ormai da alcuni anni non esiste più la certezza del diritto, in tutti i campi.
Fatto tutto questo discorso per dire in due parole che, secondo me, fermo restando quello di cui sopra, una cosa è attendere la risposta ad un quesito (ad culum parandum) un'altra è affermare apoditticamente una falsa verità senza alcuna base giuridica.

In questo secondo caso si potrebbe mettere in mora i colleghi con una Diffida ad adempiere (Lorenzo dovrebbe ricordarsi la mia contro il suo sindaco Perricu, che non voleva approvare il Regolamento dell'incentivo, chiedendo, contemporaneamente al Prefetto, la nomina di un commissario ad acta).

Saluti a tutti    Edy




Salerno Corso aggiornamento - Immagini
Genova diffida al Sindaco

Incentivo Merloni


La sezione ANTEL  di Genova ha inviato, in questi giorni tramite il proprio avvocato una lettera di diffida al Sindaco di Genova relativa al mancato pagamento dell' incentivo Merloni per i periodi antecedenti alla entrata in vigore delle nuove norme.

Con tale azione si intende rimarcare la necessità che le Amministrazioni non si nascondano dietro a un dito, ma rispettino le regole in particolare i Regolamenti approvati dai C.C. che normalmente dettano tempi e modi di erogazione degli incentivi.
Con tale diffida si danno 30 giorni di tempo alla Amministrazione di Genova per procedere al pagamento. Nel testo vengono riportati i termini giuridici su cui si basa la richiesta.

Colleghi fate valere i Vostri diritti.

Per vedere il testo della diffida inviata cliccare...qui

 
 
DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 90

                                                Art. 1

(Disposizioni  per  il   ricambio   generazionale   nelle   pubbliche
                         amministrazioni)


 1. Sono abrogati l'articolo 16 del decreto legislativo 30  dicembre
1992, n. 503, l'articolo 72, commi 8, 9,  10,  del  decreto-legge  25
giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6
agosto 2008, n. 133, e l'articolo 9. comma 31, del  decreto-legge  31
maggio 2010, n. 78, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  30
luglio 2010, n. 122.
 2. Salvo quanto previsto dal comma 3, i trattenimenti  in  servizio
in essere alla data di entrata in vigore del  presente  decreto  sono
fatti salvi fino al 31 ottobre 2014 o  fino  alla  loro  scadenza  se
prevista in data anteriore.  I  trattenimenti  in  servizio  disposti
dalle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma  2,  del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e non ancora efficaci alla
data di entrata in vigore del presente decreto-legge sono revocati.
 3.  Al  fine  di  salvaguardare  la  funzionalita'   degli   uffici
giudiziari, i trattenimenti  in  servizio  dei  magistrati  ordinari,
amministrativi, contabili,  militari  nonche'  degli  avvocati  dello
Stato, sono fatti salvi sino al 31 dicembre 2015  o  fino  alla  loro
scadenza se prevista in data anteriore.
 4. Al fine di garantire l'efficienza e l'operativita'  del  sistema
di difesa e sicurezza nazionale, le disposizioni di cui  al  comma  1
non si applicano ai richiami in servizio di cui agli articoli  992  e
993 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 fino al 31  dicembre
2015.
 5.  Le  disposizioni  di  cui  all'articolo  72,  comma   11,   del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si applicano  al  personale  delle
pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30  marzo  2001,  n.  165,  e  successive  modificazioni,
inclusi il personale  delle  autorita'  indipendenti  e  i  dirigenti
medici  responsabili  di  struttura  complessa,  tenuto  conto,   con
riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento
a decorrere dal 1° gennaio 2012, della rideterminazione dei requisiti
di accesso al pensionamento come disciplinata dall'articolo 24, commi
10 e 12, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,  n.  214,  e  successive
modificazioni.
 6. All'onere derivante dal presente articolo pari a 2,6 milioni per
l'anno 2014, 75,2 milioni per l'anno 2015, 113,4 milioni  per  l'anno
2016, 123,2 milioni per l'anno  2017  e  152,9  milioni  a  decorrere
dall'anno 2018, si provvede con le seguenti modalita':
 a) all'articolo 1, comma 427, della legge 27 dicembre 2013, n. 147,
come modificato dall'articolo 2, comma  1,  lettera  b)  del  decreto
legge del 28 gennaio 2014 n. 4, convertito, con modificazioni,  dalla
legge 28 marzo 2014, n. 50, le parole: "a 1.372,8 milioni di euro per
l'anno 2015, a 1.874,7 milioni di euro per gli anni 2016 e 2017  e  a
1.186,7 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018"  sono  sostituite
dalle seguenti: "a 1.448 milioni di euro per l'anno 2015,  a  1.988,1
milioni di euro per l'anno 2016, a 1.997,9 milioni di euro per l'anno
2017 e a 1.339,6 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018";
 b) all'articolo  1,  comma  428,  primo  periodo,  della  legge  27
dicembre 2013, n. 147, come  modificato  dall'articolo  2,  comma  1,
lettera c) del decreto legge del 28 gennaio 2014  n.  4,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n.  50,  le  parole  "a
1.028,8 milioni di euro per l'anno 2015, a 1.186,7 milioni di euro  a
decorrere dal 2016" sono sostituite dalle seguenti "a  1.104  milioni
di euro per l'anno 2015, a 1.300,1 milioni di euro per l'anno 2016, a
1.309,9 milioni di euro per l'anno 2017 e a 1.339,6 milioni di euro a
decorrere dal 2018";
 c) l'allegato 3 alla legge 27 dicembre 2013, n. 147, e'  sostituito
dall'allegato 1 al presente decreto;
 d) quanto a 2,6 milioni di euro per l'anno 2014 con  corrispondente
riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  9,  comma
8, del decreto-legge n. 30  dicembre  1997,  n.457,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30.
 7. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

SIENA -P.ZA del Palio
 
 

ABROGAZIONE MERLONI

Richiesto incontro urgente al Presidente dell' ANCI , On. Piero FASSINO....

Richiesto incontro urgente al Presidente ANPCI Dott.ssa Franca  BIGLIO...



GRAZIE


Un sentito grazie a tutti i colleghi che in questi giorni ci hanno scritto in risposta alle nostre mail e che ci hanno incoraggiato a proseguire nella nostra azione che per il momento è stata comunque positiva.
Prossimamente gli sviluppi li troverete su Orgoglio Tecnico che sarà distribuito nei primi giorni di luglio....

 
 
 
 
 
 
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