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UNA SENTENZA IMPORTANTE

CORTE COSTITUZIONALE

La vicenda

Il Tribunale di Roma  e quello di Ravenna , avevano richiesto alla Corte Costituzionale un pronunciamento relativoalla legittimità costituzionale della norma  che aveva disposto il blocco dell’indicizzazione (ossia dell’adeguamento all’inflazione) degli stipendi dei pubblici dipendenti. In pratica il Governo, con una legge del 2010 ,  aveva stabilito che, per gli anni dal 2011 al 2015, il trattamento economico complessivo dei pubblici  dipendenti  non potesse crescere, ma dovesse rimanere, in ogni caso, lo stesso di quello già erogato per l’anno 2010.  Tutto questo, comunque, al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva, ivi incluse le variazioni dipendenti da eventuali arretrati, conseguimento di funzioni diverse in corso di anno (fermo in ogni caso quanto previsto le progressioni di carriera comunque denominate, malattia, missioni svolte all’estero, effettiva presenza in servizio). Secondo la Corte Costituzionale questa norma, è illegittima, ma  non con effetto retroattivo. Quindi, i lavoratori diventeranno creditori dello Stato solo se, da quest’anno, non saranno adeguati gli stipendi al costo della vita. In ogni caso, occorrerà attendere le motivazioni ufficiali della Corte prima di ipotizzare eventuali scenari futuri. -

Pensieri

La Costituzione Italiana; all' articolo 36, comma 1,recita “ Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantita' e qualita' del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a se' e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa e' stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non puo' rinunziarvi.


Giuro che è vero e non è una barzelletta,
ma secondo voi…
Tutti quelli che parlano e parlano in Tv e altrove o che ci governano l'hanno letta???

A me sembra proprio di ...NO!

Le professioni del tecnico.......


COORDINATORE PER LA SICUREZZA (al di là della normativa)
Figura vulnerabile e spesso invisa, non compresa e sottovalutata e la cui professionalità spesso non viene pienamente riconosciuta
Intervista ad una collega Architetto, progettista e D.L. dipendente di un comune capoluogo che svolge anche incarichi di coordinatore per la sicurezza.
Cosa significa nella pratica quotidiana svolgere questo importante incarico?

E’ un compito con forte componente deontologica di conoscenza delle norme da applicare ma pure di buon senso da applicare in tempi rapidi in situazioni spesso molto particolari e delicate.
Spesso manca la cultura della sicurezza nella quale l’uomo deve essere al centro del nostro interesse
Tale cultura si diffonde con la formazione, l’informazione attraverso un processo di sensibilizzazione verso il concetto che la sicurezza porta benessere dei lavoratori  stessi, nei confronti del compagno di lavoro e di chi gravita attorno all’area di cantiere
La sua sicurezza da parte dell’impresa è una scelta morale ma troppe volte si percepisce il valore che ha un costo diretto che è di gran lunga inferiore al ritorno indiretto ma non facile da immaginare nell’immediato
Quindi cosa fare per sensibilizzare le imprese?

Il coordinatore per la sicurezza dev’essere quindi promotore di proposte all’impresa con un messaggio che dev’essere educativo prima che punitivo
È necessaria da parte di tutti una presa di coscienza
Nei confronti del progettista come si pone tale figura?

Questa figura non può essere estranea alla progettazione tant’è vero che il coordinatore della progettazione viene designato dal committente contestualmente al progettista dell’opera e può incidere nelle scelte progettuali imponendo l’adozione di accorgimenti opportuni a rendere l’opera “sicura” anche nelle successive fasi di manutenzione; in tal senso individua le fasi di lavoro, ne determina la durata, ne evidenzia la contemporaneità o la successione, valuta gli aspetti critici delle fasi di lavoro che avvengono in simultaneità
E durante l’esecuzione delle opere?

In fase di esecuzione valuta la compatibilità tra quanto previsto dal Piano di Sicurezza e dai Piani Operativi delle imprese esecutrici, valuta con le imprese eventuali miglioramenti proposti, aggiorna il fascicolo tecnico, controlla l’applicazione del PSC ed inoltre verifica in cantiere, con azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi delle disposizioni del PSC e aggiorna in corso d’opera eventuali procedure
Non è un mero controllore ma colui che valuta con la D.L. le problematiche del cantiere e quindi diventa importante fare squadra.
La responsabilità e la professionalità vengono riconosciute?

Spesso nei regolamenti Merloni non viene solo minimamente riconosciuta la figura con cifre finali risibili ma con responsabilità anche penali notevoli
Sarebbe utile una sorta di albo dei responsabili per la sicurezza e magari fare un indagine a livello nazionale, ma anche al di fuori dei nostri confini in maniera che un tema così importante sia condiviso magari con focus, tavole rotonde, convegni per migliorarsi mediante il confronto e uscendo dall’isolamento delle consuetudini
Un danno che ricade su questa figura spesso ha carattere penale che nessuna assicurazione copre se non nella copertura parziale delle spese ed è a carico del singolo


Salerno Corso aggiornamento - Immagini
Genova diffida al Sindaco

Incentivo Merloni


La sezione ANTEL  di Genova ha inviato, in questi giorni tramite il proprio avvocato una lettera di diffida al Sindaco di Genova relativa al mancato pagamento dell' incentivo Merloni per i periodi antecedenti alla entrata in vigore delle nuove norme.

Con tale azione si intende rimarcare la necessità che le Amministrazioni non si nascondano dietro a un dito, ma rispettino le regole in particolare i Regolamenti approvati dai C.C. che normalmente dettano tempi e modi di erogazione degli incentivi.
Con tale diffida si danno 30 giorni di tempo alla Amministrazione di Genova per procedere al pagamento. Nel testo vengono riportati i termini giuridici su cui si basa la richiesta.

Colleghi fate valere i Vostri diritti.

Per vedere il testo della diffida inviata cliccare...qui

 
 
 
DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 90

                                                Art. 1

(Disposizioni  per  il   ricambio   generazionale   nelle   pubbliche
                         amministrazioni)


 1. Sono abrogati l'articolo 16 del decreto legislativo 30  dicembre
1992, n. 503, l'articolo 72, commi 8, 9,  10,  del  decreto-legge  25
giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6
agosto 2008, n. 133, e l'articolo 9. comma 31, del  decreto-legge  31
maggio 2010, n. 78, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  30
luglio 2010, n. 122.
 2. Salvo quanto previsto dal comma 3, i trattenimenti  in  servizio
in essere alla data di entrata in vigore del  presente  decreto  sono
fatti salvi fino al 31 ottobre 2014 o  fino  alla  loro  scadenza  se
prevista in data anteriore.  I  trattenimenti  in  servizio  disposti
dalle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma  2,  del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e non ancora efficaci alla
data di entrata in vigore del presente decreto-legge sono revocati.
 3.  Al  fine  di  salvaguardare  la  funzionalita'   degli   uffici
giudiziari, i trattenimenti  in  servizio  dei  magistrati  ordinari,
amministrativi, contabili,  militari  nonche'  degli  avvocati  dello
Stato, sono fatti salvi sino al 31 dicembre 2015  o  fino  alla  loro
scadenza se prevista in data anteriore.
 4. Al fine di garantire l'efficienza e l'operativita'  del  sistema
di difesa e sicurezza nazionale, le disposizioni di cui  al  comma  1
non si applicano ai richiami in servizio di cui agli articoli  992  e
993 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 fino al 31  dicembre
2015.
 5.  Le  disposizioni  di  cui  all'articolo  72,  comma   11,   del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si applicano  al  personale  delle
pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30  marzo  2001,  n.  165,  e  successive  modificazioni,
inclusi il personale  delle  autorita'  indipendenti  e  i  dirigenti
medici  responsabili  di  struttura  complessa,  tenuto  conto,   con
riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento
a decorrere dal 1° gennaio 2012, della rideterminazione dei requisiti
di accesso al pensionamento come disciplinata dall'articolo 24, commi
10 e 12, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,  n.  214,  e  successive
modificazioni.
 6. All'onere derivante dal presente articolo pari a 2,6 milioni per
l'anno 2014, 75,2 milioni per l'anno 2015, 113,4 milioni  per  l'anno
2016, 123,2 milioni per l'anno  2017  e  152,9  milioni  a  decorrere
dall'anno 2018, si provvede con le seguenti modalita':
 a) all'articolo 1, comma 427, della legge 27 dicembre 2013, n. 147,
come modificato dall'articolo 2, comma  1,  lettera  b)  del  decreto
legge del 28 gennaio 2014 n. 4, convertito, con modificazioni,  dalla
legge 28 marzo 2014, n. 50, le parole: "a 1.372,8 milioni di euro per
l'anno 2015, a 1.874,7 milioni di euro per gli anni 2016 e 2017  e  a
1.186,7 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018"  sono  sostituite
dalle seguenti: "a 1.448 milioni di euro per l'anno 2015,  a  1.988,1
milioni di euro per l'anno 2016, a 1.997,9 milioni di euro per l'anno
2017 e a 1.339,6 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018";
 b) all'articolo  1,  comma  428,  primo  periodo,  della  legge  27
dicembre 2013, n. 147, come  modificato  dall'articolo  2,  comma  1,
lettera c) del decreto legge del 28 gennaio 2014  n.  4,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n.  50,  le  parole  "a
1.028,8 milioni di euro per l'anno 2015, a 1.186,7 milioni di euro  a
decorrere dal 2016" sono sostituite dalle seguenti "a  1.104  milioni
di euro per l'anno 2015, a 1.300,1 milioni di euro per l'anno 2016, a
1.309,9 milioni di euro per l'anno 2017 e a 1.339,6 milioni di euro a
decorrere dal 2018";
 c) l'allegato 3 alla legge 27 dicembre 2013, n. 147, e'  sostituito
dall'allegato 1 al presente decreto;
 d) quanto a 2,6 milioni di euro per l'anno 2014 con  corrispondente
riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  9,  comma
8, del decreto-legge n. 30  dicembre  1997,  n.457,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30.
 7. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

SIENA -P.ZA del Palio
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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