IL PARERE
Dalla parte dei dipendenti
Per quelli che, come me, in questi giorni hanno prestato molta attenzione a tutte le tribune elettorali non è certo sfuggito come, da parte di tutti i partiti, sia stata individuata, come una delle cause del malfunzionamento dell'Italia, l'eccessiva spesa pubblica e come in stretta correlazione si sia lasciato intendere che i dipendenti pubblici sono troppi, che sono assenteisti di natura e che hanno avuto incrementi salariali ben più alti di tutte le altre categorie.
Indubbiamente questo trend interpretativo ci preoccupa molto proprio perché anziché andare al cuore vero del problema tende a stigmatizzare vetuste parole d'ordine e ad enfatizzare luoghi comuni secondo i quali si deve applicare l'equazione che i cattivi servizi erogati sono direttamente proporzionali allo scarno impegno dei dipendenti in misura prevalente e, in subordine, alla cattiva Amministrazione da parte dei politici.
A questa semplificazione dico ……. NON CI STO !!
Molti anzi troppi non sanno che a regolare le attività della Pubblica Amministrazione concorrono oltre 100.000 norme o regole e che la maggior parte di queste si sovrappongono in un complesso gioco del domino per cui se manca l'una non è possibile procedere con l'altra altrimenti il sistema potrebbe collassate.
Voglio fare un esempio che ritengo possa chiarire a tutti come si svolge una semplicissima richiesta di parere su una pratica qualsiasi. Facciamo il caso di due uffici posti sullo stesso piano nello stesso palazzo che si occupino di cose diverse e chiamiamoli ufficio A e ufficio B, orbene se per poter procedere in una pratica l'ufficio A ha bisogno del parere dell'ufficio B si procede in questo modo: l'ufficio A scrive la richiesta che viene data alla firma del Dirigente (tempo circa 1 giorno se non 2 se il dirigente è troppo impegnato) dopo la firma la richiesta passa al proprio protocollo (di solito è un ufficio specifico che si occupa del protocollo) dove si procede a registrare in uscita la lettera e la si pone in partenza (1 giorno ) la richiesta viene prelevata dal fattorino che la consegna all'ufficio protocollo del settore a cui appartiene l'ufficio B che procede a registrare l'arrivo (1 giorno o 2 a secondo della mole di arrivi) la richiesta viene sottoposta alla visione del Dirigente che la dirotta all'ufficio competente del proprio gruppo a dare la risposta (1 giorno) l'ufficio competente la riceve, studia il caso e formula la risposta (2/3 giorni mediamente) e il percorso ricomincia al contrario cioè la risposta va al protocollo, da questo viene inoltrata all'altro ufficio, qui viene registrata in entrata, passa alla visione del Dirigente e poi consegnata all'ufficio A che aveva iniziato il girotondo; tempo trascorso circa 12 - 13 giorni…..questo è quello che prevedono le regole.
Per fortuna in molti casi i tanto vituperati dipendenti consapevoli della assurdità di tali procedure semplificano, assumendosi in molti casi responsabilità improprie e semplicemente si affacciano nell'ufficio a fianco e chiedono al collega il parere e sulla base di questo procedono saltando il giro vizioso di cui sopra a cui peraltro sarebbero tenuti, tempo reale per la soluzione della pratica 2 - 3 giorni.
Da questo esempio si evince secondo me che la causa di una incremento dei costi non può e non deve essere imputata ai dipendenti, ma occorre che chi ha il potere di fare le Regole si accorga che viviamo in uno stato con una burocrazia di stampo borbonico che deve essere cambiata e snellita tenuto conto che siamo nell'era dell'informatica e della tecnologia avanzata e che quindi si deve prima di tutto combattere quella mentalità che ancora esiste e resiste che fa dire : …….SI E' SEMPRE FATTO COSI' !!!
Qualcuno di Voi si starà chiedendo che ci azzecca (come dice qualcuno…) con il Sindacato questo tipo di discorso, la risposta è semplice per poter incidere e favorire il necessario cambiamento ci vuole un Sindacato nuovo, vitale e che sappia si fare le giuste rivendicazioni economiche, ma sappia anche incidere sui modelli organizzativi diventando oltre che rivendicativo anche propositivo. Chi si trincera dietro vecchi modelli e continua con lo stesso metodo degli anni passati fa correre il rischio ai Dipendenti che su di essi cada la mannaia delle soluzioni che per cambiare finiscono per non cambiare nulla se non riducendo drasticamente il numero degli occupati.
Noi dell ' ANTEL non vogliamo doverci trovare a discutere di esuberi, ma vogliamo invece controbattere la linea di tendenza in atto formulando proposte che, parallelamente al giusto riconoscimento delle professionalità dei colleghi tecnici, possano essere di impulso e di cambiamento di un modello che ad oggi relega i tecnici dipendenti ad un ruolo marginale nella vita dei cittadini per portare invece ad un modello che veda le istituzioni in genere e le professionalità in particolare ad essere centro dello sviluppo e della erogazione dei servizi…non dimenticando mai che ogni dipendente è anche cittadino e che quindi è il primo a rendersi conto delle inefficienze e degli sprechi ed è quindi il primo che ha interesse a veder modificato questo sistema. Noi vogliamo essere i portavoce di questo desiderio di cambiamento non per soffocare le aspirazioni, come fanno altri, ma per dare corpo e omogeneità a queste spinte che mirano non solo al benessere dei singoli, ma vogliono realizzare un rapporto migliore tra cittadini e istituzioni locali in un quadro di reciproco rispetto nella convinzione che si può migliorare solo cambiando e dando forza e fiducia a quei sindacati che come noi vogliano veramente cambiare e che hanno dato vita ad una grande compagine …..il C.S.A. Coordinamento Sindacale Autonomo.
Walter Pallavicini
Pareri in archivio
Dalla parte dei dipendenti ......... 10 aprile 2008
Corporativismo, coraggio delle...21 giugno 2006
ANTEL, perchè un sito ..............20 giugno 2006
Dalla rappresentatività, alla ...7 settembre 2007
Perchè le donne sono.................8 marzo 2008
ANTEL perchè un sito
La diffusione sempre maggiore dell'informatica nelle Pubbliche Amministrazioni ha posto in evidenza la necessità di utilizzare strumenti nuovi, al passo con i tempi, che possano raggiungere nel più breve tempo possibile un numero di persone sempre maggiore. Da questa considerazione, che può sembrare una ovvietà, si è partiti per analizzare e individuare il metodo migliore per creare un punto di incontro e di interscambio di interessi condivisi finalizzato a dare risposte significative e immediate alle necessità emergenti nel quotidiano.
Il progetto è senza dubbio ambizioso e dopo una prima fase di studio da parte dei nostri esperti si è giunti alla conclusione che l'impalcatura prevista dal vecchio sito web non poteva essere soddisfacente con le nuove indicazioni strategiche e quindi si è reso necessario predisporre una nuova piattaforma che dovrà essere pienamente operativa entro l'autunno.
Tra i tanti obiettivi che ci siamo posti il principale è quello di riuscire a realizzare un portale che possa dare tempestivamente tutte le informazioni necessarie sia di carattere sindacale che tecnico; senza trascurare la parte normo giuridica delle norme, leggi e sentenze che continuamente vengono a delimitare e delineare il lavoro dei tecnici sia laureati che diplomati all'interno delle Amministrazioni pubbliche.
Altro obiettivo non secondario è quello di creare uno strumento gestibile dalle singole realtà regionali affinché ogni tecnico d' Italia possa trovare su questo nostro sito le informazioni che riguardano non solo la sua regione, ma se possibile lo specifico comune di appartenenza. Non può sfuggirVi che se riusciremo a raggiungere questo livello di dettaglio ognuno sarà in grado di essere informato di quello che gli succede attorno, ma cosa ancora più interessante potrà sapere cosa e come si affrontano e risolvono gli stessi problemi a pochi o tanti Km di distanza, in sintesi internet da finestra del mondo potrà e dovrà essere la finestra sul Condominio dei tecnici facendo crescere oltre che il livello di conoscenza anche l'orgoglio di appartenenza ad una categoria di professionisti che da sempre è poco capita se non, in molti casi, osteggiata oltre che dai colleghi anche, cosa ancor più grave, dalle stesse Amministrazioni di appartenenza.
La giusta rivendicazione di chi esercita una professione all'interno delle strutture pubbliche qualcuno la definisce "corporativismo"; in altra parte del sito troverete una dissertazione di politica/sindacale sull'uso dei termini in antitesi con le realtà di riferimento.
Per riuscire a realizzare in toto il nostro progetto abbiamo dovuto trovare una serie di colleghi disponibili a mettere parte del loro tempo libero a disposizione dell'ANTEL per gestire in prima battuta i sottositi Regionali e a loro va il mio totale ringraziamento; stiamo cercando altri collaboratori che operino all'interno delle singole entità locali per creare e definire quella rete che ci permetterà di avere notizie anche dal comune più piccolo d'Italia.
Quando dico notizie non mi riferisco solo a quelle di carattere sindacale, ma aspiro ad avere disponibili informazioni di carattere tecnico e indicazioni di soluzioni pratiche a problemi incontrati nello svolgimento dei lavori o dei compiti assegnati, non siate timidi, ma abbiate l'orgoglio di condividere la vostra idea o soluzione con i colleghi di tutta Italia, la conoscenza è stata tramandata fino ad oggi dai libri scritti da pochi mentre la scienza e la tecnica sono cresciute grazie alle intuizioni o alle idee di molti e con loro sono destinate a morire. Oggi ognuno di noi può scrivere il suo libro anche solo di poche righe con la certezza che molti lo leggeranno, questo forse non renderà ricchi in termini economici, ma indubbiamente potrà dare grosse soddisfazioni, quindi scriveteci per diventare nostri collaboratori…anzi scusate per diventare il "collega" della porta accanto a cui ognuno di noi ai suoi inizi si è rivolto per capire meglio i meccanismi della pubblica Amministrazione od anche per risolvere un problema di cantiere fino a quel momento mai affrontato…..la forza e la conoscenza di molti al servizio di ognuno….questa è la scommessa e noi con voi vorremmo vincerla, Grazie.
Pallavicini Walter