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ARONA 1

OPERE PUBBLICHE NEI COMUNI

COMUNE DI ARONA


Progetto di colorazione del vecchio PALAZZO DEL COMUNE


Con la nuova colorazione del vecchio Palazzo Municipale si completa l'ampio disegno, promosso dalla attuale Amministrazione Comunale, che vede la riqualificazione della intera Piazza De Filippi e della Via San Carlo. L' obiettivo del progetto è quindi simile a quello della ricostruzione cromatica del Ex Collegio De Filippi, ora sede Comunale, ovvero la restituzione della cromia originaria e del modello di colorazione dell'edificio per mezzo di una corretta ricerca storica, la dovuta verifica stratigrafica e filologica.

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EX MUNICIPIO.......................................... EX COLLEGIO "DE FILIPPI"


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INDAGINI STRATIGRAFICHE

PALAZZO COMUNALE
FACCIATE
L.go Fossati - via San Carlo
Maggio 2007


CENNI STORICI SULL'EDIFICIO


Il palazzo comunale riporta le fondamenta a partire dall'anno Mille dove sorse, insieme alla Rocca come presidio militare, un monastero intitolato al Salvatore e ai martiri Graziano e Felino, fondato da Amazzone, conte del Seprio, uomo d'armi dell'imperatore Ottone II, per espiare la colpa dell'incendio alla basilica di San Paolo a Roma.
Il monastero benedettino si collocava in un'area fortificata detta "castrum" e l'ala comprendente l'odierno Municipio era su un'altura che rendeva sia il monastero che le abitazioni al suo interno facilmente difendibili.
Visto il numero esiguo dei monaci e il cattivo stato conservativo dell'edificio, nel 1573, per opera di San Carlo Borromeo, il monastero passò in mano ai gesuiti, dove istituirono il noviziato e misero mano sia alla chiesa che all'abbazia, che risultavano decadenti e malandate, per assumere il suo aspetto odierno, ma nel 1773, in seguito alla soppressione della Compagnia di Gesù, i religiosi dovettero abbandonare l'abbazia e l'edificio venne venduto a privati.
fine del XIX secolo la famiglia De Filippi-Garelli, che ebbe in eredità l'impianto abbaziale, donò un'ala del palazzo ad uso scolastico. Il Comune acquistò il restante dell'edificio e sopraelevò la costruzione di un piano per destinarla a scuola media inferiore e a collegio-convitto, aperto nel 1883 con il nome: "Collegio De Filippi".
Nel 1975 il collegio fu trasferito in altra sede e tutto l'immobile fu destinato, insieme all'ala limitrofa, a sede municipale.
Tratto da: AA.VV. "Percorsi, storia e documenti artistici del novarese. Arona", n° 21, 1998, Provincia di Novara.

INDAGINE STRATIGRAFICA
EX - MUNICIPIO

Il risultato dei sondaggi effettuati su una porzione del prospetto prospiciente su via San Carlo hanno dato limitati risultati, a causa di un cospicuo intervento di ripristino delle facciate, principalmente focalizzate sulle pareti, mentre gli ornamenti aggettanti hanno mantenuto maggiormente l'impostazione strutturale originale.
Il cornicione è composto da materiale lapideo naturale e artificiale, la cornice verticale di raccordo con il canale e la falda del tetto sono rispettivamente in arenaria di colore grigio e in lastra di beole, mentre il modanato ha un'anima in malta rifinita in stucco.
Dalle indagini si è appurato che la prima coloritura era nei toni dell'ocra S2-1 , come rinvenuto sulla beola S1 e sullo stucco S2, sono seguite le coloriture in rosa antico in tonalità scura S2-2 e una tinta acrilica bianca S2-3, da notare che quest'ultime due coloriture sono presenti anche sulla facciata dell'Ex Collegio De Filippi.

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La parete di fondo del primo piano non ha rivelato alcuna traccia né di coloritura né di intonaci originali, dal sondaggio eseguito è evidente che l'intonaco in spessore è stato ripristinato in malta cementizia con una finitura a "terranova" nei toni dell'ocra gialla, con una ridipintura in materiale acrilico che riproponeva la stessa tinta S3.
S3 .......................................................................................................................................... S4
A verifica di quanto ritrovato si è indagato in corrispondenza

della mensola che regge l'architrave a chiusura degli stipiti
delle finestre,realizzati in arenaria di colore chiaro S4
Lo stipite è composto da vari elementi sia di cornice sia di ornamento

e si riscontra solo visivamente, attraverso la rifrazione della luce, una debole tonalità rosata, dello stesso materiale è la cornice marcapiano allineata alle aperture.
Lo stato conservativo delle superfici presenta i classici danni prodotti dal deposito del particellato atmosferico inquinante e non, dai dilavamenti delle acque meteoriche con l'evidente formazione di patine più scure nei sottosquadra e con contrastanti parti più chiare per quelle superfici assoggettate al ruscellamento delle acque.
Il portale, in granito rosa di Baveno a fasce di bugnato, con il soprastante balconcino in beola sorretto da mensole in granito rosa e con la classica balaustra realizzata con il medesimo materiale utilizzato per gli stipiti delle finestre.
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Lo stato conservativo dei differenti materiali è similare, con un maggior degrado sulle colonnine del balcone, mentre le originali tonalità del granito sono variate dai depositi di polvere, sporco e pulviscolo saturo dal monossido di carbonio dei tubi di scarico delle vetture che transitano ad una ridotta distanza dalla facciata.
S5

Il cornicione marcapiano, che delinea la parete liscia del primo piano rispetto al bugnato del piano terreno, è stato realizzato in stucco con una coloritura a finto granito nei toni del rosa S5-1, su cui è seguita la coloritura rosa antico in tonalità scura S5-2 e il bianco di natura sintetica S5-3.
È evidente la differenza di tonalità tra il cornicione superiore e quello marcapiano, purtroppo non si sono riscontrati elementi che possano giustificare tale discrepanza, però è facile ipotizzare che la coloritura originaria dei cornicioni fosse similare e a finto granito rosa, perché si raccordavano con il portale d'accesso in cui il principale materiale lapideo utilizzato è il granito rosa di Baveno.
Il finto bugnato al piano terreno è probabilmente una riproposizione di quello originario, con utilizzo di un intonaco in spessore a base cementizia 3, applicato sui residui della malta a calce antica 2 su supporto in pietra 1 e rifinito con un ricarico di "terranova" 4 di circa 1 cm di spessore, con il quale hanno riprodotto il bugnato. Anche su queste superfici è presente uno strato di ridipintura di natura sintetica che in maniera similare riproduce la coloritura sottostante.







EX COLLEGIO "DE FILIPPI"
I dati emersi nei punti d'indagine raggiungibili hanno permesso, in alcuni punti, di confrontare le informazioni con quelli già emersi nell'ex Municipio.
Il cornicione è aggettante, composito con diversi elementi di modanato e di materiale, sia lapideo naturale che artificiale. La cornice a corona, con il canale di gronda, è costituita da elementi regolari in pietra arenaria di colore grigio, mentre per la falda sono state utilizzate delle lastre in beola di dimensioni uniformi.
La cornice composita da moduli a sguscio, a dentello e a gola dorica o tallone con due ordini di listelli, è stata realizzata con una struttura in laterizio e malta rivestita di stucco.
Il degrado maggiore si riscontra sulla cornice di corona in arenaria, che risulta aver perso il modellato a causa dell'esposizione continua, non solo all'acqua meteorica, ma anche da quella proveniente dal limitrofo canale. I degradi maggiori si riscontrano nella decoesione della materia con lacune di rilievo.

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Le stratificazioni di colore rinvenute sulle superfici sono diverse, sul materiale lapideo sono state trovate due tinte S6 un rosa antico in tonalità scura a diretto contatto della superficie lapidea, seguito da una tinta di natura sintetica bianca. Sulla cornice in stucco è stato ritrovato uno strato a diretto contatto della superficie in una tonalità e con una tecnica esecutiva ad imitazione della pietra S7- 1, a seguire le due tinte: il rosa e il bianco S7-2/3 come riscontrato sul materiale lapideo.


S6 .............................................................................................S7

La difformità del trattamento delle superfici potrebbe essere imputato a diversi momenti di manutenzione, nel primo assetto il materiale lapideo era a vista, e la parte in stucco trattata a finta pietra con delle filettature più scure per aumentare l'effetto di profondità e di aggetto.
Le due tinte successive, rosa e bianco, sono di manutenzione e si rimandano a quelle accertate sull'ex Municipio, questo indica i due momenti comuni di ritinteggiatura dei prospetti.
Le superfici di parete hanno rivelato quattro strati di intonaco S8, uno antico a malta composto da inerti medi con legante a calce, lisciato con calce grassello a ferro, che segue l'irregolarità delle superfici del supporto murario in pietra e con poche tracce di una coloritura ocra-gialla-rosata S8-1, un secondo strato formato da inerti a clasti irregolari, probabilmente con inserto di sabbia non lavata e poco legante a calce S8-2. Il terzo strato, non solo indica un rifacimento di intonaco di parete con tracce in ocra gialla chiara, ma è contemporaneo all'esecuzione dell'attuale cornicione dentellato S8-3, il quarto è quello in visione a base di cemento con finitura a "terranova" gialla con una soprastante coloritura in materiale sintetico in tonalità similare S8-4.

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S8

Quanto rinvenuto in attiguità del cornicione è stato riscontrato in parete tra il primo e il secondo piano, dove è stata confermata la


presenza di un intonaco datato a calce S9-1, un secondo strato già descritto nel tassello S8-2 e leggibile in S9-2, un terzo strato a cemento di spessore considerevole che chiude le crepe leggibili sulle superfici e regolarizza i piani S9-3, a chiusura lo strato di "terranova" ridipinto in tonalità S9-4.

Tre verifiche sugli stipiti delle finestre non hanno trovato riscontro di possibili impronte di qualche elemento ornamentale tipo una lunetta o trabeazioni, come è testimoniato da antiche documentazioni fotografiche.
Le indagini effettuate sulle finestre del primo e secondo piano hanno evidenziato un supporto murario di laterizio in mattone forato S10-1, seguito da uno strato di malta ad alta inserzione di legante a cemento S10-2, a seguire uno strato di malta, sempre cementizia, S10-3 e la finitura a "terranova" ridipinta S10-4.
Analoga situazione si è riscontrata sul voltino di un'altra finestra, con uguale stratificazione e materiale S11.
Altra indagine di supporto è stata effettuata nell'angolo inferiore in prossimità del davanzale, rivelando un'uguale condizione S12.



Il cornicione marcapiano, a chiusura dell'attuale rivestimento in lastre di travertino al piano terreno, ha subito dei rimaneggiamenti, la porzione originale è quella che si è rilevata tra le mensole della balconata trattata in finto granito rosa che si innesta e completa con le mensole in granito rosa di Baveno S13-S14.
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S 13 .................................................................................... S14

Le tonalità iniziali dovevano essere uguali a quelle del materiale lapideo, ma gli strati di ridipintura, le infiltrazioni di acqua meteorica dal ballatoio soprastante, con la formazione di efflorescenza saline solubili e non, hanno variato le originali cromie. L'analisi visiva ha stabilito un fondo rosato a tinta unica con delle spruzzettature irregolari nei toni del grigio chiaro e del nero.
S15

Le cornici laterali al portale sono state rifatte con cemento e sono di diverse dimensioni nell'altezza e i colori rilevati sono il rosa antico in tonalità scura e il bianco sintetico in visione S15.
I due strati corrispondono a quelli trovati sul materiale lapideo del cornicione superiore, questo fa supporre che sia stata una fase di rivisitazione stilistica delle facciate.
Per approfondire lo studio in base agli elementi archivistici e fotografici, nella ricerca del bugnato si sono rimosse due lastre in travertino del rivestimento, l'indagine non ha dato risultati apprezzabili, nell'esplorazione superiore in attiguità al cornicione si è ritrovato una braga con delle tubazioni inutilizzate che ci ha permesso di notare l'originaria struttura in pietra.




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Una ulteriore ispezione soprastante alla zoccolatura in pietra ha confermato l'originaria struttura 1 con uno strato irregolare di malta in spessore su cui sono state apposte, in fase di presa con funzione di carico, dei mattoni pieni posizionati di taglio 2.
Segue uno strato grossolano ed irregolare di malta cementizia con vari inerti di diverse dimensioni 3,

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coperto da un'altra malta ad impasto spesso con inerti di diversa natura, tipo dei frammenti di coppi 4, a chiusura le lastre in travertino.
Vista la rivisitazione invasiva delle lastre in travertino è deducibile che la parte inferiore fosse molto deteriorata e che per allineare e regolarizzare a filo piombo le pareti si è dovuto necessariamente caricare eccessivamente il piano.

CONCLUSIONI
Il risultato delle indagini, dai dati emersi nei punti effettuati sui prospetti di Via San Carlo e L.go Fossati dei due corpi di fabbrica , è similare.
L'ultimo intervento manutentivo di riqualificazione delle facciate è stato, secondo i sondaggi, quello più invasivo; la stratificazione degli intonaci datati di parete è stata quasi integralmente rimossa per essere sostituita con malte cementizie in notevole spessore, rivestita con "terranova".
Il cambiamento radicale che ha alterato l'originario paramento ornamentale è quello del bugnato al piano terreno dell'ex Collegio De Filippi con un lastricato di materiale lapideo, nello specifico travertino.
Nell'ex Municipio, ad eccezione del materiale lapideo naturale ornamentale testimonia come unici elementi l'assetto originale, le coloriture delle facciate sono indefinibili, a causa della mancanza del supporto in intonaco antico a calce.
Le uniche tracce di policromia sono state riscontrate sui due cornicioni, marcapiano e a chiusura del prospetto, dove si sono accertate due diverse coloriture. Il marcapiano è trattato a finto granito rosa, mentre quello superiore in ocra gialla, si può supporre che, data la presenza di un apparato plastico decorativo in materiale lapideo del portale in granito rosa di Baveno, entrambi i cornicioni fossero trattati a finto granito rosa.
Nell' ex Collegio De Filippi l'unico elemento più datato della facciata, rimasto inalterato, è il portale, mentre i cornicioni sono stati oggetto di rimaneggiamenti, invece gli intonaci di facciata sono stati completamente rifatti.
Del bugnato, documentato da antiche fotografie, non rimane traccia, a causa della apposizione dell'attuale rivestimento in lastre di travertino, mentre della coloritura di parete, sottostante allo spesso strato di intonaco a base cementizia, sono pervenute due indicazioni: su un intonaco a calce martellinato a diretto contatto della muratura è presente uno scialbo di tonalità ocra gialla rosata, soprastante al quale, su un altro strato di intonaco sempre a calce, si è riscontrata una coloritura in ocra gialla chiara.
A quest'ultimo livello corrisponde il rifacimento del cornicione attualmente in visione trattato in origine a finta pietra, mentre il cornicione marcapiano riporta una tinta a finto granito rosa, il punto d'indagine sottostante alla balconata corrisponde alla porzione più antica, lateralmente è stato rifatto.
Da questi elementi si può ipotizzare che la tinta più antica di parete fosse in ocra gialla rosata, mentre i cornicioni fossero trattati a finto granito rosa in quanto, per logica filologica, con la presenza di materiale lapideo in granito rosa di Baveno, anche le superfici dei cornicioni proponevano una continuità stilistica con il resto della facciata.
La seconda ipotesi, basata sugli elementi riscontrati sul secondo livello di intonaco e di rifacimento del cornicione superiore, è che le pareti fossero in ocra gialla chiara, mentre gli elementi in aggetto fossero trattati a finta pietra.
Dai sondaggi effettuati sopra alle aperture non si è trovata presenza di impronte o tracce di eventuali trabeazioni o lunette, o comunque di un qualche elemento plastico decorativo come si legge sulle foto d'epoca.
Sempre dalla documentazione fotografica si può evincere che la pietra attorno ai portali sia stata aggiunta o sostituita, in quanto la bisellatura da una diversa lettura del bugnato.






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